(sostentabitaly - novembre 2021 - @Irene Brambilla)
Chi non ha mai sognato di lavorare in un’organizzazione dove l’opinione di tutti viene ascoltata e le decisioni sono il frutto del volere collettivo? Dove non esiste un “capo” ma la guida è distribuita su più persone? Dove si ricerca la cooperazione piuttosto che la competizione? Può sembrare un’utopia, ma un sistema di questo tipo esiste e si chiama Sociocrazia. Nata in Olanda negli anni ‘70, in un’azienda elettromeccanica di 600 persone, nel tempo è stata adottata da diverse realtà profit e non.
In mondora abbiamo, da qualche mese, adottato questa forma di governance per organizzarci e prendere decisioni (mentre a livello di team di sviluppo si utilizzano metodi agili come Scrum).
Ma cerchiamo di capire più nel dettaglio come funziona la sociocrazia:
La sociocrazia è uno strumento di governance e organizzazione aziendale che supporta l’auto-organizzazione.
E’ un metodo che parte dall'assunto che "un sistema pensa meglio delle singole persone", ed è basato su tre principi:
I lavoratori si organizzano in cerchie, composti da persone che condividono un campo di responsabilità, come per esempio il marketing, l’amministrazione o i prodotti.
Per fare parte della cerchia bisogna aver validato, tramite un processo sempre di stampo sociocratico, di avere un livello di competenza in quell’ambito, con l’eccezione di un membro “junior” che può fare parte della cerchia anche se non ha certificato il livello di competenza necessario.
Nella cerchia, non esiste un vero e proprio manager ma i compiti solitamente ricoperti da questa figura vengono suddivisi su 4 ruoli: